UVAM: il DEMAND RESPONSE sbarca in Italia

Si parla molto di Demand Response e finalmente qualcosa si muove anche in Italia.

Cos’è il Demand-Response

Il Demand Response è la capacità di un consumatore di energia elettrica di modificare il proprio profilo di prelievo in seguito ad una richiesta del gestore di rete.

Per capire l’importanza di questa capacità è opportuno un breve accenno al funzionamento del mercato dei servizi di rete.

Il Mercato dei Servizi: l’equilibratore del sistema

La rete elettrica è un sistema complesso in cui l’energia immessa dai produttori deve sempre essere istantaneamente in equilibrio con quella consumata dagli utenti. Il termometro di questo equilibrio è la frequenza di rete che in tutta Europa deve sempre trovarsi in un intervallo molto stretto intorno ai 50 Hz (Hertz). I gestori di rete (Terna per l’Italia) mantengono questo equilibrio accettando continuamente le offerte a salire o scendere di carico che gli operatori abilitati fanno nel Mercato dei Servizi.

In Italia i consumatori hanno svolto finora solo il ruolo di utente passivo della rete, quello cioè che paga in bolletta il corrispettivo “uplift” a copertura dei costi che Terna sostiene per comprare i servizi di bilanciamento dai grandi impianti di produzione. Tuttavia, in un mondo ad alta penetrazione di rinnovabili e di generazione distribuita, è sempre più difficile per Terna fare affidamento sui soli impianti tradizionali di produzione. In questo contesto in rapida evoluzione il Demand Response risulta un cammino obbligato e una opportunità da cogliere per i consumatori che possono così diventare utenti attivi e partecipare al mercato dei servizi di rete in concorrenza con gli impianti di produzione.

Ma come può un consumatore svolgere il ruolo normalmente ricoperto da un produttore? Un esempio può aiutare a capire.

Un esempio di Servizio di Rete: il bilanciamento a salire

Se si verifica un deficit di energia elettrica sulla rete, a causa per esempio di un disservizio di un impianto o di un incremento imprevisto dei consumi, deve esserci immediatamente un altro impianto disposto ad immettere di più o un consumatore disposto a prelevare di meno. Terna accetterà nel mercato del “bilanciamento” l’offerta con il prezzo più basso, indifferentemente dal fatto che sia stata presentata dall’impianto o dal consumatore, perché dal suo punto di vista entrambi stanno offrendo il medesimo servizio di “movimentazione a salire”. Terna deve anche assicurarsi che nel momento del bisogno ci siano sempre dei soggetti pronti ad accettare una movimentazione a prezzi ragionevoli: per questo motivo esistono anche uno o più mercati della “riserva”, che si svolgono in anticipo rispetto alla giornata di esecuzione, in cui viene remunerata la sola “disponibilità a salire” ad un prezzo predefinito, a prescindere dall’effettiva movimentazione.

Come per il servizio a salire, anche il servizio a scendere ha una struttura di offerta analoga. Tuttavia, in termini di disponibilità, rappresenta un servizio meno critico e di conseguenza meno remunerato.

Le UVAM: i consumatori si aggregano per partecipare al Mercato dei Servizi

Nel cammino tracciato dal Balancing Code Europeo, l’Autorità di settore (ARERA) ha pubblicato nel maggio del 2017 la Delibera 300/2017/EEL che istituisce la possibilità per Terna di proporre dei progetti pilota per aprire il Mercato dei Servizi a nuovi soggetti: consumatori, impianti di piccola taglia e accumuli.

A settembre 2018 Terna propone il progetto pilota UVAM, che significa Unità Virtuale Abilitata Mista, e che sostituisce precedenti progetti pilota dedicati ai consumatori e ai produttori (UVAC e UVAP); l’UVAM è un aggregato su base geografica di uno o più consumatori e/o piccoli impianti di produzione nella responsabilità di un unico soggetto chiamato BSP, Balance Service Provider.

Dal punto di vista del consumatore il Balance Service Provider può coincidere con il proprio venditore di energia elettrica, ma può anche essere un soggetto totalmente estraneo che si propone solo come gestore della capacità di modulare il carico.

La taglia minima dell’UVAM è di 1 MW e la variazione di carico deve essere garantita per un minimo di 2 ore ma il BSP può aggregare contributi anche minimi di diversi consumatori e impianti di aree geografiche relativamente estese (15 in tutta Italia) al fine del raggiungimento della soglia.

In questo senso le UVAM abbracciano una platea molto più estesa rispetto al più noto servizio di interrompibilità che poteva essere fornito solo da singole industrie a forte consumo di energia.

Infatti, grazie alla possibilità di aggregazione offerta dal BSP, non ci sono limiti tecnici alle risorse che possono essere messe a disposizione, ma solo, eventualmente, limiti economici.

A puro titolo di esempio, le risorse che più facilmente possono essere messe a frutto sono:

  • impianti di autoconsumo; idealmente con margine per salire di carico, come ad esempio i gruppi di continuità oppure i cogeneratori in periodi di calo del fabbisogno termico;
  • impianti di riscaldamento e condizionamento;
  • pompe, ventilatori, forni elettrici, motori elettrici che possano azzerare o anche solo ridurre il proprio funzionamento per un breve periodo senza impatti significativi sul processo industriale.

Samandel è a disposizione di tutti i soggetti del settore industriale, del commercio e della pubblica amministrazione per valutare le opportunità offerte dall’apertura del Mercato dei Servizi alle UVAM.