Liberare tutto il potenziale dell’efficienza energetica

Questo post trae alcuni contenuti da “How big is the energy efficiency resource?” scritto da Amory B. Lovins e pubblicato con licenza creative commons attribution 3.0 license su http://iopscience.iop.org/article/10.1088/1748-9326/aad965

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Amory Lovins è uno stimato fisico, scienziato ambientale e scrittore statunitense. Pochi giorni fa ha pubblicato uno studio sul potenziale dell’efficienza energetica nel contribuire alla riduzione delle emissioni gas serra. Riportiamo alcuni spunti di riflessione tratti da questo lavoro.

Secondo Lovins, la maggior parte dei teorici dell’economia ritiene che l’efficienza energetica sia una risorsa “ricardiana” come i combustibili fossili. In altre parole, il potenziale di efficienza energetico realizzabile in un sistema si ridurrebbe progressivamente ad ogni nuovo intervento, e contemporaneamente ne aumenterebbe il costo. Influenzati da questo approccio teorico, molti analisti e operatori dell’efficienza energetica, individuano e sfruttano solo una modesta frazione del potenziale di efficientamento, risparmiando meno e pagando più del necessario.

Continuando con la metafora geologica, Lovins afferma che, dal punto di vista quantitativo, l’efficienza energetica assomiglia agli idrocarburi: vengono considerate reali solo le riserve (di efficienza o di petrolio) che possono essere misurate, ma ovviamente le riserve reali nel complesso sono molto più ampie. L’analogia, corretta dal punto di vista quantitativo, è però fuorviante per quanto riguarda i costi: infatti ogni nuovo giacimento di petrolio scoperto costa più dei precedenti, mentre per gli interventi di efficienza energetica accade esattamente il contrario. Sarebbero infatti proprio gli interventi a minor costo ad essere trascurati perché gli operatori tendono ad occuparsi solo degli investimento maggiori. Così facendo però, si perde di vista la strategia complessiva, fatta anche di scelte e cambiamenti “piccoli” che, nell’insieme, avrebbero comunque un grande potenziale.

A livello globale, pochi si accorgono che l’efficienza energetica è già la più importante fonte di energia sul mercato: le riduzioni di intensità energetica avvenute tra il 1990 e il 2016 hanno consentito, nel 2016, di risparmiare più energia di quella consumata bruciando idrocarburi.

Secondo Lovins, per liberare tutto il potenziale dell’efficienza energetica, sia in applicazioni in retrofit che negli impianti nuovi, è necessario che sia approcciata come un processo organico, in cui diversi interventi vengono adottati in modo organizzato secondo una precisa strategia operativa, nel tempo. Un progetto integrato infatti, ha costi inferiori e un potenziale di efficienza molto superiore alla somma di singoli interventi, anche complessi, applicati in modo saltuario e disordinato.

Al limite, la realizzazione di interventi singoli molto gravosi può diventare un ostacolo all’adozione di ulteriori misure di efficienza. Se, ad esempio, un impianto di autoproduzione di energia, sia esso un cogeneratore o un impianto fotovoltaico, viene sovradimensionato, la necessità di sfruttare al massimo la produzione dell’impianto per un lungo periodo di tempo, può diventare un ostacolo alla successiva adozione di altri interventi di riduzione dei fabbisogni.

Un altro esempio di approccio errato si ritrova in certe industrie in cui una parte significativa dei consumi è legata a motori elettrici per pompe o aspiratori. Per creare efficienza molti tendono a sostituire i motori con apparecchi nuovi, o ad adottare sistemi con inverter. In realtà, la prima cosa da fare è verificare che i condotti siano adeguatamente dimensionati, verificare l’assenza di perdite ecc. Questa attività “piccola” potrebbe generare un risparmio in sé e condurre ad un livello di efficienza ulteriore, portando alla riduzione della taglia dei motori che si deciderà di sostituire.

In Samandel ci troviamo perfettamente d’accordo con la posizione di Lovins, del resto il processo virtuoso descritto, è esattamente quello che distingue una ESCo da un produttore/venditore di tecnologia. Il nostro modello di business, l’energy performance contracting, consiste nella condivisione con il cliente del risparmio effettivamente conseguito: con Samandel avrete sempre la garanzia di un partner che non perde di vista la visione di insieme e in grado di consigliare sempre e solo l’intervento più giusto, a prescindere dalla dimensione.