Il fotovoltaico è eterno finché dura

Nel corso degli ultimi 10 anni, il fotovoltaico è diventato quasi una commodity: nessuno ormai è diffidente nei confronti di una tecnologia che sta dimostrando la propria solidità anche in termini di ritorno degli investimenti. Tuttavia, come tutti gli impianti tecnologici, anche quelli fotovoltaici nel tempo vanno incontro a obsolescenza e perdita di efficienza e una soluzione definitiva a questo fenomeno non è stata ancora trovata.

Ovviamente una soluzione c’è, perché un impianto fotovoltaico non è detto che debba rimanere immutato per sempre: nei casi di impianti con performance particolarmente basse è possibile trovare dei rimedi sostanziali, attraverso operazioni di ripristino ed ottimizzazione. Questo è lo scopo del revamping, rigenerare gli impianti allo scopo di riportarli alla migliore redditività.

Il tema è attualissimo, dato che ci avviciniamo al decimo anno di funzionamento per una larga parte di impianti realizzati in Italia (culmine fra il 2009 ed il 2011) e ci troviamo nella condizione per cui:

  • ci si avvicina al traguardo della metà della vita di molti impianti;
  • i prodotti ad oggi installati sono spesso giunti al limite dei loro periodi di garanzia, per cui reperimento di componenti sostitutivi e di adeguata assistenza è e sarà sempre più problematico;
  • abbiamo sufficienti dati per trarre delle conclusioni sul comportamento specifico di ciascun impianto (parametri produzione, guasti ricorrenti, guasti progressivi, degrado elettrico e meccanico dei componenti);
  • il mercato si arricchito di prodotti/soluzioni e know-how a costi notevolmente ridotti rispetto al passato e con un consistente contenuto innovativo.

Le soluzioni possono essere varie, ma ovviamente devono comportare un esborso economico accettabile nel contesto complessivo del business plan, lo strumento economico-finanziario di controllo che misura la redditività di ciascun impianto, grande o piccolo che sia.

In concreto, che interventi fare per migliorare il nostro impianto?

Uno degli interventi più efficaci è la sostituzione degli inverter. Molti business plan, già all’anno 0 prevedevano con adeguata lungimiranza la loro sostituzione a metà vita di impianto: oggi i minori costi tecnologici e le migliori performance degli apparecchi rendono questa scelta ancor più consigliabile.

In generale, davvero tutti gli elementi che compongono il sistema meritano attenzione, dai cablaggi elettrici ai sistemi meccanici, ai sistemi di monitoraggio e telecontrollo, che in maniera sempre più raffinata consentono una conduzione a regola d’arte degli impianti. Il revamping, per portare a risultati significativi, deve prevedere una revisione complessiva dell’impianto, toccando anche dettagli minori.

Da non dimenticare anche l’opportunità offerta dai sistemi di accumulo, una tecnologia che nell’ultimo decennio ha conosciuto un enorme sviluppo, che in casi specifici può essere utilizzata per massimizzare l’autoconsumo.

E quando il problema sono proprio i moduli?

Si tratta dei casi più gravi ed eclatanti, in cui le performance sono particolarmente basse, a causa delle condizioni elettriche e meccaniche dei moduli. Ad anni dall’installazione, alcuni prodotti si sono rivelati di scarsa qualità: alcuni brand che dominavano il mercato 10 anni fa, oggi sono scomparsi, facendo spazio a produttori industrialmente più solidi i cui moduli potrebbero dare una vera e propria nuova vita all’impianto. I moduli sono ancora la voce di costo principale di un impianto, ma hanno subito una riduzione di prezzo tanto considerevole da rendere conveniente la loro sostituzione in diversi casi. Così facendo, si può allungare sensibilmente la vita degli impianti, e anche aumentarne leggermente la potenza di picco.

Revamping e incentivi

Come chiarito dal GSE in un apposito documento, l’attività di revamping può condurre ad un aumento della potenza di picco degli impianti legato alla riconfigurazione delle stringhe finalizzata a massimizzare il funzionamento degli inverter. L’energia prodotta dall’aumento di potenza è ammessa all’incentivazione entro soglie precise: +5% della potenza per gli impianti fino a 20kW e +1% per gli impianti sopra i 20kW. Gli aumenti di potenza superiori a queste soglie, sono auspicabili e ammissibili, ma non godranno dell’incentivo: sarà necessario predisporre un contatore separato per la sezione non incentivata.

Samandel mette a disposizione la propria competenza per un’analisi gratuita sull’opportunità di effettuare il revamping di un impianto fotovoltaico, per impianti di potenza superiore a 400kW, realizzati fino al 2011 e incentivati con Conto Energia. Se sei interessato, contattaci!