Creatività italiana per ridurre le emissioni di CO2: TINA by Teon.

TINA:  un generatore di calore rivoluzionario, capace di abbattere i costi della bolletta fino al 70% e, allo stesso tempo, di ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica. Ed è frutto della creatività italiana.

Qualcuno dice che l’Italia è un Paese che non innova. Non è vero. Lo testimonia Teon, un’azienda giovane nata nel 2015, con quattro soci, quello di maggioranza è il Gruppo Veos, con uno stabilimento di produzione vicino all’aeroporto di Torino. Il frutto di questo stabilimento è Tina, nome femminile che indica un generatore di calore completamente nuovo. Teon è ai primi passi, ma la sua proposta è di sicuro disruptive, la definirebbero se fosse una start-up americana. Sorprendente, possiamo dire in italiano, come spiega Ferdinando Pozzani, socio e amministratore delegato di Teon, nella nostra intervista.

Samandel: In che cosa consiste Tina?

Ferdinando Pozzani: Tina è un generatore di calore che produce riscaldamento e raffrescamento estraendolo da una risorsa naturale disponibile che può essere acqua, terra e aria. Il nome è nato come acronimo di There Is No Alternative, cioè non ci sono alternative: se vogliamo modificare i sistemi di produzione di calore attuale l’unico modo per farlo è con una soluzione brevettata come quella di Tina.

S: È, quindi, un generatore di calore che è compatibile con l’ambiente?

FP: L’inquinamento nelle città dovuto agli edifici è aumentato a dismisura negli ultimi 12 anni. Oggi è la principale fonte di produzione di micro particelle, i cosiddetti Pm 10, in una quantità di gran lunga superiore rispetto a quella delle automobili e dell’industria. Se si vuole veramente invertire la rotta non è sufficiente passare alle automobili elettriche, ma bisogna anche virare verso l’elettrificazione del riscaldamento per riuscire ad avviare quella rivoluzione partita dal protocollo di Kyoto. Per il riscaldamento degli edifici siamo ancora indietro, perché le costruzioni in Italia sono vecchie e obsolete, con edifici costruiti con una progettualità che genera sprechi. Per come sono stati dimensionati, i radiatori richiedono alte temperature di riscaldamento, che possono essere fornite da caldaie a combustibile fossile. Ma da oggi c’è Tina, che è in grado di arrivare con efficienza a riscaldare il liquido dei termosifoni a 80 gradi e servire questo tipo di abitazioni senza bisogno di impianti a bassa temperatura o grandi lavori di impiantistica: è sufficiente staccare la vecchia caldaia per sostituirla con la nuova macchina.

S: Come funziona il meccanismo di Tina?

FP: Come tutte le pompe di calore. Tina estrae il calore da una risorsa naturale come acqua, terra o aria e porta questo pacchetto termico fino alla temperatura di consegna all’impianto di riscaldamento. Lo spostamento del calore è portato a termine attraverso un processo di compressione, per cui l’80% dell’energia deriva dalla risorsa naturale e il 20% dall’elettricità utilizzata per lo spostamento. Per questo non c’è più bisogno di canne fumarie e si elimina qualsiasi tipo di emissione. A livello di sistema, poi, si riduce fortemente il consumo dell’energia primaria, anche perché il 20% di elettricità utilizzata potrebbe essere autoprodotta, con lo scopo di raggiungere la totale indipendenza energetica.

S: Quali sono i plus che distinguono Tina da altre soluzioni?

FP: Un punto a favore è sicuramente l’ottimo risultato dal punto di vista economico. Infatti, grazie a Tina il risparmio in bolletta si attesta intorno al 50% rispetto a una caldaia a gas metano, per arrivare fino al 70% in sostituzione di un impianto a gasolio o a gpl. Con il conseguente aumento della classe energetica dell’abitazione e, quindi, anche del valore della propria casa. Tina, inoltre, utilizza un refrigerante naturale e non i cosiddetti clorofluorurati, pesantemente tossici e climalteranti. Per quanto riguarda il valore Gwp (global warning potential) questi refrigeranti si attestano su misure che vanno da 2500 a 3900, ovvero hanno un potere climalterante 3900 volte superiore a quello della Co2. Il Gwp di Tina è pari a 2. Non esiste sul mercato una pompa di calore del genere, ma solo caldaie o ibridi.

S: Come è nata l’idea di Tina?

FP: Volevamo portare innovazione in un settore che è rimasto un po’ indietro. L’inventore, nostro socio, non solo ha una tradizione professionale nel settore della termotecnica, ma anche una lunga esperienza nel mondo dell’aeronautica. E da qui, lui ha trasferito in Tina tutte quelle caratteristiche di innovazione, prestazione, durabilità e affidabilità.

S: Tina è stata già provata sul campo?

FP: Abbiamo iniziato a vendere i nostri prodotti in circoli sportivi, scuole, edifici residenziali o amministrativi. A Milano, in particolare, abbiamo introdotto Tina in un condominio di classe D che aveva recentemente sostituito la sua caldaia: ci hanno riferito che il risparmio è stato superiore al 50%. Quindi, al momento loro stanno pagando il mutuo per la macchina assieme al costo del riscaldamento, spendendo meno di prima. I nostri clienti vanno da chi ha la propria abitazione indipendente fino ai grattacieli di grandi società.

S: Esistono delle condizioni in cui Tina non si può installare?

FP: Tina può sostituire qualsiasi tipo di caldaia. Non ci sono vincoli: è necessario dimensionarla in maniera corretta in relazione all’edificio. Per il resto, è possibile collocarla sia all’aperto che in un locale chiuso.

S: Con quali costi?

FP: Il costo iniziale di investimento è più alto rispetto a una macchina classica, perché è una soluzione di alto livello con componenti e una configurazione di massima qualità. Ma Tina è stata progettata e costruita per durare e per fare risparmiare: insomma, i tempi di ritorno dell’investimento sono brevi e il risparmio sulla bolletta si vede fin da subito. Tina, in ogni caso, accede a tutti i benefici possibili, come detrazione fiscale e conto termico.

S: Che tipo di servizio offrite?

FP: Abbiamo una rete di installatori e manutentori che cresce e comincia a presidiare tutto il territorio nazionale. Partendo dal Nord Italia, perché siamo collocati a Milano con gli edifici commerciali e in provincia di Torino con lo stabilimento di produzione. I nostri generatori di calore sono tutti gestibili da remoto, quindi possono essere governati tramite una app o una dashboard di controllo per macchine di tipo industriale.

#casehistory: MacroTINA installata presso un condominio a Milano

Presso un condominio costruito a metà degli anni 2000  in classe B è stata installata una MacroTINA di potenza termica nominale pari a 82 kW.

MacroTINA ha sostituito una caldaia a condensazione alimentata a metano, per la produzione di riscaldamento nella stagione invernale e di ACS lungo tutto l’arco dell’anno. L’intervento è stato realizzato senza modificare l’impianto esistente, costituito da radiatori ed ha previsto la realizzazione di un pozzo per l’emungimento di acqua di falda.

La realizzazione ha previsto un accumulo termico di energia per consentire una maggiore disponibilità di acqua sanitaria rispetto alla situazione precedente, determinando l’eliminazione della linea metano.

L’intervento è stato finanziato con mutuo chirografario a 7 anni.

Benefici ambientali: l’introduzione di MacroTINA ha consentito di eliminare ca. 20 tonnellate/anno di CO2 emesse alla canna fumaria del condominio.
Benefici economici: si è ottenuta una riduzione del 39% dei costi di conduzione della caldaia attuale. Tale risparmio, insieme alla detrazione fiscale pari al 65% ha consentito di coprire la rata del mutuo ed i costi di gestione della nuova centrale.
Le spese sono passate da €. 18500 a €. 8500  all’anno.

Samandel ricerca costantemente le tecnologie più performanti per il raggiungimento degli obiettivi di efficientamento energetico. Le pompe di calore Teon rappresentano una interessante risposta ai bisogni delle imprese, della PA e dei privati.

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