Case history: il fotovoltaico incontra l’industria 4.0

articolo pubblicato sul mensile “Solare B2B” di Febbraio 2019.

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Nel mese di febbraio sono stati avviati i lavori per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 850 kWp che sorgerà sulle coperture di Roto-cart, azienda cartiera attiva nella produzione di prodotti igienico/sanitari con sede a Castelminio di Resana, in provincia di Treviso.

La progettazione e l’installazione dell’impianto fotovoltaico sono state affidate a Samandel SpA, Energy Service Company di Milano specializzata sia nella realizzazione di interventi di efficientamento energetico attraverso i contratti a prestazioni garantite, sia nella realizzazione di impianti fotovoltaici chiavi in mano, in qualità di general contractor. L’impianto sorgerà sul nuovo stabilimento di Roto-cart, che si estende su una superficie di 45mila metri quadra- ti. La struttura è caratterizzata da un alto grado di automazione ed è fondata sui principi dell’Industria 4.0.

“L’attenzione alla Corporate Social Responsibility di Roto-cart è testimoniata ulteriormente dall’approccio alla realizzazione del nuovo impianto fotovoltaico”, si legge in una nota di Samandel. “Ro- to-cart, infatti, ha deciso di non limitarsi alla realizzazione di un impianto che assolvesse gli obblighi normativi di integrazione di potenza da fonti rinnovabili imposti agli edifici di nuova costruzione, ma ha deciso di andare oltre, puntando sulla massimizzazione della quota di autoconsumo”.

Orientazione

La copertura dello stabilimento è costituita da shed ben orientati  a  sud e convenientemente inclinati, che sono stati modellizzati per lo studio degli ombreggiamenti e per individuare  le  porzioni di copertura più adeguate a ospitare l’impianto. Il layout ottimale dell’impianto è risultato nella posa in configurazione portrait di una fila di moduli per ogni shed identificato. Per l’installazione sono stati scelti 2.208 moduli monocristallini Hanwha Q Cells da 72 celle, con potenze di 385 Wp. Inoltre, un aspetto che è stato tenuto in particolare considerazione durante la progettazione e la scelta dei materiali, è la minimizzazione del rischio incendio, in considerazione delle lavorazioni che vengono realizzate nello stabilimento, e nel rispetto dei contenuti del Certificato di Protezione Incendi. A tale scopo si è proceduto alla scelta di otto inverter trifase SolarEdge da 82,8 kW e due inverter trifase SolarEdge da 27,6 kW, dotati di ottimizzatori in campo (un ottimizzatore per ogni coppia di moduli), che sono in grado di ridurre automaticamente la tensione di ciascun modulo a livelli minimi quando l’alimentazione della rete elettrica viene interrotta o l’inverter viene spento.

Maggior produzione

L’utilizzo di ottimizzatori, a fronte di un maggiore investimento iniziale, non determina però solo una riduzione del rischio incendio, ma garantisce anche una maggior produzione in corrente continua e la minimizzazione dei costi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Gli ottimizzatori, infatti, si sostituiscono all’inverter nella gestione della ricerca del punto di massima produzione per ciascuna coppia di moduli, garantendo al contempo una maggiore flessibilità nella configurazione delle stringhe. Questi strumenti, inoltre, permettono un monitoraggio dell’impianto a livello di coppia di moduli, così che il gestore possa individuare tempestivamente ogni eventuale malfunzionamento minimizzando i tempi e i costi di intervento. L’impianto fotovoltaico entrerà in funzione nel mese di aprile. Una volta completata, l’installazione potrà produrre circa 1,1 GWh ogni anno, l’88% dei quali verranno autoconsumati.