Blu dipinto di blu

Molto spesso le tecnologie più semplici sono anche le più efficaci: la tecnologia di cui parliamo nel presente articolo è di una semplicità disarmante eppure riesce a generare risparmi energetici molto elevati.

Si tratta di un dispositivo in grado di ottimizzare l’utilizzo delle pompe di ricircolo delle piscine.

Il contesto

Per far sì che l’acqua di piscina, sia essa privata o pubblica, mantenga nel tempo non solo le caratteristiche di limpidezza e trasparenza, ma anche la sicurezza sanitaria, in particolare quella microbiologica, occorre trattarla adeguatamente.

La normativa nazionale obbliga un ricambio giornaliero di acqua non inferiore a 30 litri per bagnante e comunque non inferiore al 5% del volume della vasca. Durante il ricircolo l’acqua viene sottoposta ad una serie di trattamenti, che possono variare per le diverse strutture, anche in funzione delle dimensioni dell’impianto natatorio, ma che in genere prevede i seguenti passaggi:

  • prefiltrazione tramite filtri a cestello per il trattenimento delle impurità più grossolane come capelli o piccoli oggetti accidentalmente rilasciati in acqua;
  • coagulazione con dosaggio di sostanze flocculanti, che consentono l’aggregazione in piccoli fiocchi di alcune impurità colloidali, non filtrabili direttamente;
  • filtrazione attraverso un passaggio dell’acqua in batterie filtranti costituite da letti di sabbia multistrato oppure diatomee;
  • trattamento chimico di disinfezione.

Il ricircolo viene eseguito tramite un apposito impianto nel quale l’elemento energivoro è costituito dalle pompe. Nella stragrande maggioranza dei casi tali pompe vengono tenute in funzione 24 ore al giorno causando un elevato consumo di energia elettrica. Proprio il funzionamento in continuo fa sì che normalmente tali pompe non siano dotate di inverter.

La soluzione proposta

La soluzione consiste nel dotare di inverter ogni pompa di ricircolo della piscina e collegarli ad un sensore “nefelometrico”, capace di misurare la torbidità dell’acqua. In questo modo è possibile utilizzare le pompe solo quando è strettamente necessario, potendo modulare il loro assorbimento nei momenti di minore afflusso degli utenti o di decidere di spegnerla quando l’acqua in uscita dal filtro risulta limpida.

Questa semplice tecnologia consente di ottenere risparmi normalmente superiori al 45%.

Un esempio concreto

In una struttura sono installate tre pompe di ricircolo da 15 kW cadauna: prima dell’intervento due pompe su tre erano sempre in funzione (la terza veniva tenuta di riserva) con un consumo di energia elettrica annuale pari a 252.000 kWh corrispondente ad un costo di circa 47.000 €.

L’intervento permette un consumo di energia elettrica pari a 138.000 kWh corrispondente al 54% e pari a 26.000 €/anno di mancato costo.

Il Contratto di Rendimento Energetico

Samandel ha proposto al gestore della piscina un Contratto di Rendimento Energetico con le seguenti caratteristiche:

  • durata: 5 anni
  • investimento: 100% a carico di Samandel
  • manutenzione ordinaria e straordinaria: interamente a carico di Samandel
  • risparmio garantito: 45%
  • quota del risparmio retrocessa a Samandel: 70% del risparmio garantito + 50% del risparmio generato oltre la soglia del 45%
  • riscatto della proprietà del bene: al termine del contratto il cliente riscatta la proprietà del bene al prezzo di 100 €

Ancora una volta una soluzione tecnologia su misura per un determinato settore imprenditoriale ed una soluzione contrattuale che permette al Cliente di evitare l’investimento e di beneficiare sin da subito di una quota parte dei risparmi generati.

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