Fotovoltaico 2018, Italia torna nel club dei gigawatt-scale market?

L’Italia ha lasciato il prestigioso e ristretto gruppo di paesi in grado di generare almeno 1 GW di nuove installazioni FV, nell’ormai lontano 2013, quando dopo un quadriennio di “febbre solare”, il quinto e ultimo Conto Energia ha chiuso i battenti. Da quei 1.363 MW, installati con gli ultimi incentivi, nei quattro anni successivi, il mercato si è attestato su valori stabilmente inferiori ai 500 MW, seppur in tiepida ripresa nell’ultimo triennio.

Nel resto del mondo però, a paesi storicamente forti nel settore quali Germania e Giappone, si sono affiancati, crescendo anche in modo esponenziale, la Cina, gli Stati Uniti d’America e negli ultimi due anni India e Australia.  Una crescita globale, che punta ormai al raggiungimento di 100 GW l’anno di nuova potenza installata, che ha consentito all’industria del settore di crescere nei volumi, continuando quel progressivo abbattimento dei costi, che negli anni precedenti era stato realizzato anche grazie agli incentivi del nostro paese.

Secondo gli analisti di GMT Research, oltre ai “soliti noti”, di Cina, USA, Germania, Giappone, India e Australia, quest’anno potrebbero entrare nel club, alcune matricole quali Brasile ed Egitto, mentre un drappello di “reduci” europei del mondo Feed-In-Tariff, potrebbe tornare a bussare alla porta.

Stiamo parlando di Francia, Olanda e Spagna, che con sistemi misti di progetti in market parity e aste al ribasso, potrebbero crescere anche in modo sostenuto e repentino, se consideriamo che la sola Spagna, ha recentemente approvato aste per 3,9 GW; quasi cento volte il valore di mercato 2017, fermo a 40 MW!

Quale futuro per l’Italia?

Sul nostro paese gli analisti non sono concordi nelle stime e ci sono forecast divisi tra chi vede un trend di crescita contenuto, in grado di portare il nostro mercato intorno ai 500 MW di nuova potenza installata e chi invece sostiene che anche il bel paese, possa superare il gigawatt tornando tra i paesi guida del settore.

Da cosa deriva questo ottimismo?

Come abbiamo scritto in un precedente articolo, la discesa dei prezzi delle componenti “core” degli impianti fotovoltaici e il costo mediamente più elevato che nel resto d’Europa (e del mondo) dell’energia elettrica (euro/kWh) ha reso molto conveniente investire in impianti FV, per tutte quelle aziende che possono utilizzare l’impianto con una elevata percentuale di autoconsumo, ottenendo così dei Payback Period sull’investimento, del tutto simili agli anni in cui il fotovoltaico si reggeva sugli incentivi del Conto Energia.

Anche per il 2018, è confermato inoltre il super ammortamento: un incentivo fiscale che consente di maggiorare del 30% le quote di ammortamento degli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 1º gennaio al 31 dicembre 2018 (approfondisci il tema degli incentivi fiscali per il FV).

Un’ulteriore spinta al settore, potrebbe apportarla, se confermato, il nuovo sistema di incentivazione per impianti fotovoltaici, predisposto dal MISE nel nuovo Decreto FER. Un provvedimento che prevede la remunerazione dell’energia immessa in rete da impianti fotovoltaici al di sopra dei 20 kW, sui quali non c’è accesso alle detrazioni fiscali e che per varie ragioni, non possono lavorare in scambio sul posto (SSP).  L’energia immessa in rete prodotta quindi da impianti in regime di cessione totale verrà remunerata per 20 anni dal GSE con una tariffa pari a110 €/MWh per impianti da 20 a 100 kW, e di 90 €/MWh, per impianti da 100 kW a 1 MW. Gli impianti sopra il MW, saranno soggetti ad un meccanismo di aste al ribasso e avranno una tariffa, non superiore ai 70 €/MWh.

Sarà sufficiente a farci superare il GW?

In Samandel non abbiamo la risposta, ma possiamo analizzare con te la convenienza a realizzare un impianto FV, con i diversi scenari di cui abbiamo parlato.

Voglio parlare con un esperto di Samandel!