Diagnosi energetiche – quanto, come e cosa misurare

Le Diagnosi Energetiche sono entrate prepotentemente nello scenario industriale nazionale a seguito della pubblicazione del D. Lgs 102/14 (rif. art. 8 e Allegato II dello stesso decreto legislativo) che, in recepimento della Direttiva Comunitaria 2012/27/UE, ha obbligato Grandi Imprese ed imprese energivore a realizzarne una ogni 4 anni a partire dal 2015.

L’Italia, con oltre 15mila diagnosi energetiche effettuate da oltre 8mila imprese, si è collocata al top della classifica UE dei paesi più virtuosi nell’attuazione della Direttiva sull’efficienza energetica per i check up nelle aziende.

Il virtuosismo dimostrato dal comparto industriale nazionale deve però fare i conti con il fatto che la prima diagnosi è stata eseguita, nella maggioranza dei casi, sulla base dei dati disponibili ossia i consumi generali dell’azienda. Tutti gli altri dati sono stati estrapolati dai soggetti responsabili della redazione della diagnosi (ESCo, EGE ed Energy Manager) sulla base della loro esperienza e competenza in materia di analisi energetica.

Tutto questo era previsto e “concesso” dalla normativa vigente, così come chiarito dal Ministero dello Sviluppo Economico in un documento di chiarimenti di Novembre 2016 nel quale si afferma che “……. Si acquisiscono quindi i dati energetici dai contatori generali di stabilimento e, qualora non siano disponibili misure a mezzo di contatori dedicati, per la prima diagnosi, il calcolo dei dati energetici di ciascuna unità funzionale viene ricavato dai dati disponibili…….”.

Per la seconda diagnosi, da realizzare entro l’anno 2019, tutte le aziende obbligate sono costrette a dotarsi di sistemi di misura al fine di misurare puntualmente tutti i consumi delle varie aree aziendali.

Come farlo è stato chiarito dall’ENEA mediante la pubblicazione del documento “Linee Guida per il Monitoraggio nel settore industriale per le diagnosi energetiche ex art. 8 del d.lgs. 102/2014”.

Nel documento di cui sopra ENEA propone una metodologia per quantificare sia la percentuale di consumi energetici che deve essere misurata che il livello di dettaglio. Il documento ENEA suggerisce un percorso che ha lo scopo di ottenere risultati confrontabili all’interno dei vari settori produttivi che permettano analisi e valutazioni affidabili. In quanto “suggerimento” non è obbligatorio seguirlo scrupolosamente anche se Samandel ritiene sia assolutamente consigliabile utilizzarlo come traccia seria, sicura ed affidabile per l’implementazione del sistema di monitoraggio.

Non volendo in questo contesto addentrarci nell’approfondimento del documento ENEA, è importante sottolineare la finalità dell’implementazione di tale procedura: “per le aree funzionali devono esserci contatori dedicati, ovvero non tanto un sistema di monitoraggio completo ad esse dedicate ma una “strategia di monitoraggio” che, attraverso un’opportuna copertura di sistemi di strumentazione, di controllo e di gestione, faccia in modo che i parametri energetici ad esse relativi possano avere un’affidabilità crescente con la progressiva implementazione di detti sistemi.”

Samandel ritiene che nella frase sopra riportata risieda il vero cuore del progetto di monitoraggio, ossia uno strumento che possa fornire alle aziende che lo implementano il controllo e la gestione puntuale dei vettori energetici al fine di evidenziare tutte le eventuali sacche di inefficienza e comprendere come poterle eliminare.

In un precedente articolo Samandel ha sottolineato come all’attuale stato dell’arte le aziende non siano ancora in grado di comprendere quale sia il reale valore economico di un sistema di monitoraggio e come poter procedere per configurare in modo ottimale un sistema di monitoraggio.

In sintesi: ad oggi le aziende percepiscono solo l’obbligo di sostenere un nuovo costo che “forse” si potrà tradurre nel tempo in un investimento.

Proprio per venire incontro a questo tipo di problematiche Samandel propone soluzioni mirate al contenimento dei costi con l’obiettivo di poter far emergere tutti i valori aggiunti derivanti da un sistema di monitoraggio:

  1. Samandel si prende cura di definire l’architettura del sistema di monitoraggio con il duplice obiettivo di ottemperare agli obblighi normativi e poter correlare le misure energetiche alle reali caratteristiche del processo produttivo del Cliente.
  2. Nelle verifiche di cui sopra Samandel controlla quali sono gli strumenti di misura di cui il Cliente è già dotato che possono essere inseriti all’interno del nuovo sistema di monitoraggio al fine di minimizzare il numero di device da installare.
  3. Propone al Cliente un pagamento rateizzato nel tempo che comprenda, sia la fornitura di hardware e software inerente il nuovo sistema di monitoring che servizi correlati inerenti l’analisi periodica delle principali grandezze misurate e correlate oltre alla stesura della diagnosi energetica nell’anno d’obbligo.

In questo modo il Cliente può adeguarsi agli obblighi di legge senza dover sostenere l’investimento in una unica tranche iniziale e al contempo può avvalersi di una consulenza esterna continua che lo supporti nell’analisi dei consumi dei vettori energetici e delle eventuali sacche di inefficienza.

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