Conto Termico: attenzione alle pratiche commerciali spregiudicate

CON LE NUOVE FAQ SUL CONTO TERMICO IL GSE METTE IN GUARDIA DALLE PRATICHE COMMERCIALI SPREGIUDICATE

Il GSE ha recentemente pubblicato 19 nuove FAQ relative al Conto Termico 2.0 (https://www.gse.it/servizi-per-te/supporto/conto-termico).

L’obiettivo dei nuovi chiarimenti è (avvertire) sensibilizzare ed indirizzare gli Operatori alla formulazione di richieste di incentivo per interventi realmente meritevoli, tanto in termini tecnologici quanto normativi ed economici. Inoltre, avverte che diversi EnPC redatti dalle ESCo non ottemperano in maniera puntuale ai requisiti di cui al D.Lgs. 102/14.

Le FAQ possono essere raggruppate in 3 aree.

Aspetti economici
  • L’incentivo spetta al Soggetto Responsabile, ovvero colui che effettua il pagamento delle spese ammissibili (definite all’Art. 5 del Decreto), e ne restituisce, al più, il 65%: qualsiasi operazione che comporti la fornitura gratuita di impianti grazie al beneficio del conto termico si deve presumere sottenda indicazioni ingannevoli. In nessun caso, ad esempio, il fornitore può effettuare a se stesso il pagamento e, comunque, l’installatore che volesse configurarsi come Soggetto Responsabile deve operare come una ESCo.
  • Il mandato irrevocabile all’incasso si rivolge unicamente ai clienti finali (non ESCo) che intendono procedere al pagamento del fornitore tramite l’erogazione dell’incentivo netto spettante: può quindi essere presentato in sostituzione di uno dei bonifici previsti per il pagamento dell’importo riportato in fattura.
  • Nel caso di aziende agricole con regime dell’IVA forfettario, si ritiene che l’IVA non possa rappresentare un costo per l’azienda: non va considerata nel computo delle spese ammissibili.
Aspetti tecnico/normativi

L’intervento deve comportare un reale beneficio energetico all’edificio su cui si va a realizzare: non è pertanto sufficiente che sia basato su componenti di per sé evoluti tecnologicamente. E’ necessario contestualizzare l’intervento (fornire dati sull’edificio), allegare fotografie complete dell’impianto (non basta quella riportante il codice a barre dell’etichetta) e dimensionare lo stesso rispetto al reale fabbisogno della struttura (l’intervento sovradimensionato può essere bocciato). Vengono inoltre fornite diverse precisazioni in merito a specifici interventi.

Il contratto EnPC
  • Deve prevedere un’indicazione chiara e coerente delle spese, delle entrate e dell’utile: non solo le spese ammissibili devono essere comprovabili con opportuna documentazione fiscale e/o contabile oggettiva, ma è anche necessario che sia parte integrante del contratto il dettaglio di tutte le spese sostenute suddivise fra spese ammissibili e spese non ammissibili.
  • Deve essere riferito ad un singolo edificio o unità immobiliare su cui sono realizzati gli interventi (eccetto per le PA), fermo restando l’obbligo di una precisa suddivisione di spese e risparmi energetici sul singolo immobile.
  • Non deve prevedere alcuna clausola che ne consenta la cessione in un momento antecedente il termine di 5 anni successivi all’ultima erogazione dell’incentivo.

Le potenzialità di questo meccanismo incentivante sono evidenti, ma lo è anche la sua complessità, come testimoniato dai numerosi chiarimenti resisi necessari a due anni dall’entrata in vigore del Decreto. Questa complessità aveva prestato il fianco al proliferare di formule commerciali o ingenue o spregiudicate, ma in caso di mancata erogazione dell’incentivo, è sempre il cliente finale a pagare. Per questo è importante rivolgersi sempre ad operatori strutturati, come una ESCo certificata UNI CEI 11352.

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