Da quasi 400 giorni si parla solo di un singolo argomento e, se possiamo vederci qualcosa di buono, è che siamo diventati più attenti alla scienza, alle grandi capacità che abbiamo di imparare cose nuove, inventare strumenti e comportamenti, adattarci.

Il mondo di prima

Dal punto di vista di un ambientalista pragmatico, gli ultimi anni del “mondo di prima” erano stati i più drammatici e insieme i più ricchi di speranza.

Drammatici, perché ogni anno faceva immancabilmente segnare il nuovo record di “anno più caldo di sempre”, mentre eventi meteorologici sempre più estremi facevano tracimare fiumi, o radevano al suolo foreste alpine intatte da secoli.

Ricchi di speranza, perché finalmente una nuova generazione scendeva in piazza per reclamare il diritto al proprio futuro, a un modello di sviluppo diverso, per l’ambiente e la società, mentre le aziende di tutte le filiere si convincevano che i consumatori sono sempre più cittadini consapevoli e premiano i comportamenti virtuosi e non solo i prezzi bassi.

In verità, è da ben più di 3-4 anni che la sostenibilità è entrata nelle imprese e nella politica, ma la crisi del 2008-2010 aveva rallentato la tendenza emersa nei primi anni 2000, con politici ed imprenditori che si affannavano a recuperare il terreno perso per la batosta finanziaria, pensando (a torto) che l’ambiente potesse essere messo in stand-by.

 

Rispettare il pianeta per salvare l’economia

Oggi è tutto diverso, basta guardare le basi su cui sono costruiti i piani di rilancio dell’economia presentati in tutto il mondo per far fronte alla catastrofe della pandemia. La UE non ha arretrato di fronte agli impegni presi, anzi ha rilanciato rendendo disponibili centinaia di miliardi di euro per la ripresa sostenibile dell’economia. Gli USA, con un nuovo presidente deciso a riprendere la leadership anche sul tema ambientale, hanno elaborato un piano ancor più ambizioso, oltre 2 mila miliardi di dollari.

Cina, Giappone e Sud Corea sfoggiano nuove promesse di Carbon Neutrality, e in Italia il Presidente del Consiglio con le più alte aspettative di sempre non solo si dichiara “ambientalista”, ma crea persino un nuovo Ministero per la Transizione Ecologica.

 

Un mondo nuovo

Tutto bene, quindi? Il mondo è cambiato? Beh, in realtà il mondo assomiglia ancora moltissimo a quello di prima, il carbone e il petrolio continuano ad essere estratti, portati da un capo all’altro del pianeta e bruciati (salvo rimanere imbottigliati nel traffico), la deforestazione continua e la Cina non ha ancora raggiunto il picco delle emissioni di CO2 (questa dinamica del picco e della discesa ci è diventata molto familiare ultimamente).

Ciononostante, la sostenibilità sembra aver superato la prova più grande e definitiva: quella di essere vissuta essenzialmente come un asset di marketing, facilmente accantonabile non appena emerge una nuova tendenza. Oggi la sostenibilità è sì marketing, ma ancor di più è strategia industriale, finanziaria e operativa.

Ora abbiamo tutti chiaro che la sostenibilità in azienda è definitivamente qui per restare e infatti anche quest’anno le imprese più sostenibili sono state anche le più profittevoli, come dimostra ancora una volta il Global 100 Index di Corporate Knights che stila una lista delle 100 più sostenibili aziende quotate con più di 1 miliardo di dollari di fatturato. L’indice esiste dal 2005 e in questo periodo (2005-2020) le aziende del Global 100 hanno generato un ritorno sull’investimento del 263% contro il 220% delle imprese benchmark. Nell’anno della pandemia le imprese più sostenibili sono cresciute di oltre il 10% più delle altre.

 

Guardiamo alla sostenibilità

Samandel è protagonista di questa sostenibilità operativa e pragmatica, della sostenibilità che entra nelle imprese e le trasforma, le innova, le rende più resistenti agli shock.

Per questo, abbiamo inaugurato un ciclo di webinar per spiegare la sostenibilità ambientale ed economica in pratica. Interventi pratici, realizzabili su misura in tutte le imprese, di servizi o produttive, con il nostro contributo tecnico e le nostre soluzioni finanziarie.

Nel primo appuntamento abbiamo parlato di sostenibilità energetica attraverso la realizzazione di un impianto fotovoltaico grazie al quale è infatti possibile produrre e utilizzare energia pulita eliminando le emissioni in loco.

Nel secondo appuntamento abbiamo parlato di sostenibilità nella climatizzazione degli ambienti: come si fa a lasciarsi alle spalle i costi e l’inquinamento locale e globale prodotto delle caldaie tradizionali? Come si fa a raffrescare gli uffici sfruttando al meglio le risorse messe a disposizione dall’ambiente? Abbiamo presentato due casi pratici, di successo, di aziende che si sono già allineate al presente.

Sì, perché ci sembra sia venuto il momento di cambiare anche modo di pensare una volta per tutte e smetterla di dire che le fonti rinnovabili “sono il futuro”.

L’efficienza energetica, le rinnovabili e la sostenibilità sono il presente e chi non l’ha capito vive nel passato.

Nei prossimi 12 mesi Samandel vuole suonare la sveglia delle imprese che si erano un po’ intorpidite, anche a causa delle preoccupazioni, del troppo remote working, di una visione sempre a brevissimo termine. Ci crediamo davvero nel cambiamento, lasciate che vi diamo una piccola scossa di energia “pulita”.