Confessiamo che da queste parti crediamo molto nelle potenzialità del riscaldamento elettrico, infatti ne abbiamo parlato diverse volte anche di recente nei post su Renovation Way e sulle strategie del Regno Unito. Ci crediamo molto perché le pompe di calore acqua-acqua (se non sapete bene di cosa si tratta potete vedere il nostro video didattico) sono la vera alternativa al riscaldamento centralizzato a metano, a gasolio o a biomassa, specialmente nei condomini. Purtroppo, ad oggi la loro presenza in ambito residenziale resta scarsa, ma finalmente un altro ostacolo per la diffusione delle pompe di calore è stato abbattuto.

Vale la pena ricordare che il riscaldamento delle abitazioni con combustibili fossili o biomasse (sì, i caminetti e le stufe a pellet sono molto inquinanti) nel nostro Paese è responsabile di oltre la metà delle emissioni di PM10 e di circa il 20% delle emissioni di gas serra. Tuttavia, fino a pochi anni fa, non esistevano reali alternative alle caldaie, perché le macchine elettriche non erano in grado di riscaldare l’acqua alla temperatura necessaria per i termosifoni in ghisa, i più diffusi nelle nostre abitazioni.

Oggi invece, la tecnologia delle pompe di calore acqua/acqua è in grado di sostituirsi perfettamente alle caldaie, garantendo l’annullamento delle emissioni inquinanti e climalteranti locali e una riduzione dei costi di riscaldamento spesso oltre il 50% (nel caso del gasolio anche oltre il 70%).

 

Come mai non siamo tutti già passati al riscaldamento elettrico?

Il cambiamento tecnologico sta avvenendo e siamo convinti che sarà inesorabile, ma fin qui è stato rallentato da tre tipi di ostacoli.

TECNICI:

per installare una pompa di calore acqua/acqua è necessario che ci sia una fonte d’acqua accessibile nel sottosuolo. Il territorio italiano ne è ricco, perciò quasi ovunque è possibile arrivare alla falda senza che sia necessario scavare pozzi molto profondi. Tuttavia, non è possibile nel 100% dei casi per via della stratigrafia del sottosuolo. Inoltre, l’escavazione del pozzo richiede un po’ di spazio: le trivelle sono macchine con un certo ingombro verticale, perciò possono esserci difficoltà nell’utilizzarle in spazi angusti o ad esempio in una cantina o in un garage con il soffitto basso.

ECONOMICI:

grazie ai risparmi che è in grado di generare, l’investimento in una pompa di calore si ripaga in pochi anni (generalmente meno di 5), ma l’esborso in partenza è superiore a quello per una caldaia tradizionale, sia per il costo delle macchine, che per le spese di installazione. Negli ultimi anni, grazie al Conto Termico, alle detrazioni fiscali o ai Contratti di Rendimento Energetico, installare una pompa di calore è diventato più accessibile anche per chi non dispone di sufficienti capitali in partenza. Oggi, questo problema è stato definitivamente superato grazie al Superbonus 110% che permette di installare una pompa di calore gratuitamente perché sostituendo una caldaia tradizionale con una pompa di calore acqua/acqua si ottiene un miglioramento di 2-3 classi energetiche nell’Attestato di Prestazione Energetica.

AMMINISTRATIVI:

la complessità dei processi amministrativi è una caratteristica ben nota del nostro Paese e troppo spesso causa difficoltà nella diffusione delle innovazioni. Certo, l’acqua di falda è un bene prezioso ed è giusto che sia tutelata e che il suo utilizzo sia monitorato dalle autorità competenti. In questo caso però, l’acqua non viene consumata né contaminata, ma semplicemente prelevata e reimmessa nella falda stessa, con una minima variazione della temperatura. Il valore dell’acqua infatti, in questo caso non risiede nelle sue proprietà chimiche, ma nelle sue proprietà fisiche, ovvero nell’energia che essa contiene sotto forma di calore. Da Ottobre 2020 però, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU253 del 13/10/2020) un provvedimento che semplifica il procedimento di autorizzazione per l’installazione di pompe di calore, rendendolo un iter comunale con tempistiche autorizzative molto veloci.

Cosa è cambiato, nel dettaglio.

La GU253 art.51 modifica il dlgs 11 febbraio 2010 n.22 in materia di “ricerca e coltivazione di risorse geotermiche” aggiungendo i commi 4 bis e 7 bis che definiscono le procedure autorizzative da seguire per le “piccole utilizzazioni locali”. Esse vengono “assoggettate alla procedura abilitativa semplificata stabilita dall’articolo 6 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, limitatamente al caso in cui il prelievo e la restituzione delle acque sotterranee restino confinati nell’ambito della falda superficiale”.

Si tratta, in pratica, di realizzazioni di impianti di potenza inferiore a 2MW termici, ottenibili dal fluido geotermico alla temperatura convenzionale di 15°C (la temperatura media dell’acqua di falda alle nostre latitudini). Per questi impianti è consentita la perforazione di pozzi fino a 400m di profondità, molto di più di quanto è necessario per installare una pompa di calore (di solito tra 15 e 100 metri).

Inoltre, per gli impianti fino a 1MW termico, in pratica tutte le applicazioni in ambito residenziale, l’iter è ulteriormente semplificato perché non è più necessaria la procedura regionale di verifica di assoggettabilità ambientale.

In termini pratici: il proprietario dell’immobile deve solo presentare al Comune, almeno trenta giorni prima dell’effettivo inizio dei lavori, una dichiarazione accompagnata da una dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato e dagli opportuni elaborati progettuali. Tale relazione deve attestare la compatibilità del progetto con gli strumenti urbanistici approvati e i regolamenti edilizi vigenti e la non contrarietà agli strumenti urbanistici adottati, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie. Se entro i 30 giorni il Comune non notifica all’interessato l’ordine motivato di non effettuare l’intervento, l’attività di costruzione deve ritenersi assentita.

Un altro ostacolo per la diffusione delle pompe di calore è stato abbattuto

Pensiamo che finalmente ci siano tutte le condizioni per portare un’ondata di innovazione nel riscaldamento residenziale nel nostro Paese, ed è una notizia bellissima perché ci permetterà, come collettività, di risparmiare molto denaro, ridurre le emissioni di gas serra e abbattere notevolmente l’inquinamento nelle nostre città nei mesi invernali.

Se siete interessati, contattateci per scoprire cosa possiamo fare per voi.