Il Superbonus 110%  rappresenta un punto di svolta decisivo per la lotta al riscaldamento globale nel nostro Paese e un’opportunità unica per risollevare il settore dell’edilizia da tempo in crisi.

Il nostro patrimonio edilizio è antiquato e in Italia contribuisce a circa il 17% delle emissioni complessive. Ciò è dovuto alla scarsa inerzia termica degli edifici, cioè al fatto che le pareti siano scarsamente coibentate e alla forte penetrazione del riscaldamento a gas: il 70% delle famiglie italiane utilizza caldaie a metano centralizzate o autonome.

Se fino a pochi anni fa il riscaldamento a gas era considerato la scelta migliore in termini di efficienza economica ad oggi il riscaldamento elettrico è una realtà, anzi una necessità.

L’idea italiana del Superbonus si inserisce in un contesto più ampio di iniziative simili, portate avanti in particolare dai Governi europei per rallentare il cambiamento climatico, tra cui il piano Renovation Wave for Europe.

 

Gli investimenti dell’onda verde UK

La Gran Bretagna, pur accingendosi proprio in questi giorni a lasciare definitivamente la UE, non ha rinunciato a presentare un piano in 10 punti denominato Green Industrial Revolution” che si prefigge di rilanciare l’economia abbandonando le fonti fossili.

Boris Johnson ha parlato di un investimento pubblico stimato in 12 miliardi di sterline, in grado di raccoglierne tre volte tanto dai privati e creare 250.000 nuovi posti di lavoro.

Tra i progetti spicca l’ambizioso bando delle auto diesel e benzina dal 2030, ma sono previsti investimenti sostanziosi anche per l’eolico e il – contestato – nucleare di piccola scala, il rimboschimento di 30.000 ettari/anno, la cattura di CO2 e il miglioramento dell’isolamento termico degli edifici.

 

600mila pompe di calore l’anno fino al 2028

Proprio l’intervento sul comparto dell’edilizia pone sfide particolarmente significative, collocandosi all’interno del più ampio obiettivo di decarbonizzazione totale al 2050 e, presentando numeri simili all’Italia, ci sembra interessante osservare le previsioni d’oltremanica.

In UK le 29 milioni di case (in Italia sono 24 milioni+7milioni di seconde case) generano circa il 13% delle emissioni nazionali, una quota destinata a crescere con l’affermarsi dell’home working. Similmente all’Italia, oggi circa l’86% delle abitazioni utilizza per il riscaldamento il gas mentre solo il 5% delle case è riscaldato con tecnologie a basse emissioni.

UKERC (UK Energy Reaserch Center) ha quindi calcolato che per arrivare al 100% ad emissioni zero entro il 2050, sarebbe necessario intervenire su circa 1 milione di case l’anno, 19.000 a settimana: una bella sfida.

Secondo gli studiosi britannici, lo scenario più economicamente efficiente per raggiungere l’obiettivo al 2050 prevede che nel 2050 il 53% delle abitazioni si scaldi con pompe di calore elettriche, il 25% con il teleriscaldamento, l’11% con accumulatori di calore.

 

Le sfide del riscaldamento elettrico

Il passaggio al riscaldamento elettrico di una vasta porzione del patrimonio edilizio rappresenterà una sfida anche per la generazione elettrica e la capacità delle reti di trasporto. Reti già chiamate ad una forte evoluzione sotto la spinta del passaggio ad un sistema di produzione dell’energia sempre più decentrato e flessibile, grazie agli impianti a fonti rinnovabili.

Sempre secondo UKERC, sarà quindi necessario incrementare di conseguenza anche la flessibilità dei sistemi di riscaldamento per ridurre i picchi di carico elettrico. Tra le soluzioni individuate, l’utilizzo di pompe di calore modulari e soprattutto l’integrazione con sistemi di storage dell’energia termica (serbatoi di acqua calda) e con il fotovoltaico per l’autoproduzione di una parte del fabbisogno elettrico della pompa di calore.

 

Soluzione a costo ZERO con il Superbonus 110%

Samandel opera per la transizione energetica non solo in ambito industriale ma anche nell’edilizia privata come condomini o case unifamiliari. Grazie alle opportunità introdotte dal Superbonus 110% e alle altre forme di detrazione fiscale (50% per impianti fotovoltaici e 65% per pompe di calore), possiamo realizzare già oggi il riscaldamento del futuro, a costi superconvenienti, o addirittura gratis!

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