Se a gennaio ci avessero chiesto quale sarebbe stato l’argomento più interessante del 2020, da queste parti avremmo probabilmente risposto il “Green New Deal” della Commissione Europea. Dopo anni in cui la battaglia per gli investimenti verdi si è giocata molto dietro le quinte e poco nei parlamenti e nelle piazze, nuove figure pubbliche hanno rilanciato il messaggio circa la necessità di trasformare l’economia mondiale per renderla sostenibile.

Nuove icone globali, spesso giovani donne, hanno intercettato una richiesta che la società, spesso inascoltata, esprime da anni: secondo Eurobarometer a dicembre 2019 il climate change era al secondo posto delle preoccupazioni dei cittadini UE (dopo i fenomeni migratori e prima della situazione economica). L’espressione Green New Deal aveva iniziato a trovare spazio sui giornali a febbraio 2019 grazie alla proposta di una giovane politica statunitense, Alexandra Ocasio Cortez, che ha presentato un piano per rendere gli USA carbon free e 100% energia rinnovabile entro il 2030. Un piano molto ambizioso, forse non realizzabile, ma che ha contribuito a rilanciare il dibattito globale, al punto che la proposta di un Green New Deal europeo è stato il punto cardine dell’elezione di Ursula Von De Leyen a Presidente della Commissione Europea, lo scorso dicembre: “Il Green Deal europeo è la nostra nuova strategia per la crescita. Ci consentirà di ridurre le emissioni e di creare posti di lavoro.”

Cos’è il Green New Deal europeo

Si tratta di un piano piuttosto ambizioso (Von Der Leyen l’ha definito “il momento europeo dell’uomo sulla luna”) che con un mix di leggi e regolamenti, sostenuti da importanti incentivi, si propone di intervenire su molti aspetti della vita economica e sociale tra cui: lotta al cambiamento climatico, transizione energetica, trasformazioni del tessuto produttivo verso l’economia circolare, mobilità smart e sostenibile, agricoltura e protezione della biodiversità. I settori che dovrebbero essere più fortemente trasformati sono i trasporti, l’energia, l’agricoltura, l’edilizia e settori industriali quali l’acciaio, il cemento, il mondo delle telecomunicazioni, i prodotti tessili e le sostanze chimiche.

Quanto vale?

Una trasformazione profonda di così tanti settori richiede ingenti investimenti, che saranno assicurati in parte da fondi pubblici, in parte dai privati sfruttando la leva finanziaria. Nei prossimi 10 anni, cioè per raggiungere gli obiettivi al 2030, si prevede che sarà necessario mobilitare un trilione (1.000 miliardi) di euro così suddivisi: 503 miliardi dal bilancio comunitario, 143 dal Fondo per una transizione equa, 114 dal co-finanziamento nazionale (cioè fondi messi a disposizione dai singoli Stati Membri) e infine 279 da InvestEU.

Gli obiettivi

Al momento la Commissione prevede che l’UE complessivamente dovrà ridurre le emissioni climalteranti del 40% entro il 2030, per giungere alla carbon neutrality entro il 2050.

Sull’obiettivo al 2030 però, il Parlamento Europeo ha chiesto di fare di più e puntare alla riduzione del 55% delle emissioni di CO2.

Green New Deal e COVID-19

L’emergenza sanitaria globale dovuta alla diffusione del COVID-19 si è presto trasformata in emergenza economica, spingendo i governi e la UE ad adottare misure drastiche di sostegno ai settori in crisi, ma non è ancora chiaro se questo “cigno nero” dell’economia globale affosserà gli investimenti verdi o, al contrario, li rilancerà.

Nel dibattito sulla “nuova normalità” da costruire, secondo alcuni, il Green New Deal potrà trovare ancora più forza.

Qualche segnale sembra provenire anche dal Governo italiano, che ha messo al centro del DL rilancio un ambizioso piano di incentivi per l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio del nostro Paese.

Ad oggi però l’unica certezza è che la pandemia ha fatto saltare la COP26 che si sarebbe dovuta tenere a Glasgow (e in parte anche a Milano) a novembre 2020 ed è stata rimandata al 2021, a data da destinarsi.

Si sa che durante periodi di crisi come quello che stiamo attraversando molti suggeriscono di spostare l’attenzione, e dunque gli investimenti, verso obiettivi di crescita economica e protezione di posti di lavoro, più che dedicare risorse alla difesa del pianeta dai cambiamenti climatici.

Ma questa crisi così profondamente connessa allo sfruttamento del nostro pianeta ha evidenziato che solo indirizzando le nostre economie verso uno sviluppo sostenibile si potrà creare quel cambio di rotta necessario per fronteggiare gli impatti di un cambiamento climatico sempre più devastante.

Un Green Deal a livello europeo può guidare le strategie per uscire dall’emergenza, epidemiologica ed economica.

Una strategia che metta in condizione di prepararci alle sfide future che si parli di cambiamento climatico e salute pubblica, di sostegno delle economie o direttive per la transizione energetica.

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