Lo scorso 11 novembre si è svolto a Roma il quarto forum di Italia Solare. L’edizione dal titolo “ll fotovoltaico come risposta all’emergenza climatica” ha evidenziato come il fotovoltaico deve essere la risposta per un passaggio veloce a un sistema energetico a zero emissioni.

Il fotovoltaico è ormai una tecnologia in grado di partecipare al mercato elettrico italiano oltre ad essere una vantaggiosa opportunità di sviluppo per l’intero paese: occupazione, sviluppo tecnologico, supporto al PIL.

“Abbiamo la possibilità di fare da apripista per molti altri Paesi, oltre che diventare leader nella lotta alla crisi climatica – ha spiegato Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare, durante il Forum – Il fotovoltaico, insieme alle altre fonti rinnovabili e agli interventi di efficienza energetica, presentano un potenziale tale da poter garantire entrate per lo Stato ben superiori ai dividendi ora incassati dalle aziende partecipate dallo Stato operanti nel settore delle fonti fossili. Queste ultime da anni hanno un’eccessiva influenza sulle scelte di politica energetica dei governi, con risultati che dimostrano che chi ha i propri utili dipendenti, direttamente o indirettamente, dalla generazione centralizzata e fossile difficilmente spingerà seriamente la generazione distribuita e rinnovabile. Servono governi indipendenti, in grado di ‘governare’ davvero la transizione energetica”.

La realtà dei fatti è evidente, in Italia dal 2014 (2019 incluso) sono stati installati tra i 300 e i 400 MW/anno, contro gli oltre 1.500 MW/anno di Olanda, i 1.000 MW di Spagna e i 3.300 MW installati dalla Germania da inizio anno a oggi.

Se non si agirà immediatamente per un cambio di passo l’Italia mancherà completamente gli obiettivi del PNIEC, obiettivi peraltro troppo modesti e con una curva di implementazione assolutamente irrealistica.

L’urgenza del cambio di passo è emersa con forza “Per gli ultimi governi la transizione energetica è un passaggio dalle fonti fossili più inquinanti al gas, per poi passare alle rinnovabili con obiettivi troppo timidi e con modalità non definite, che significa che i tempi indicati dal Governo nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima non sono credibili”, continua P. R. Viscontini.

Le 5 richieste di ITALIA SOLARE al governo

Italia Solare chiede al governo di procedere urgentemente con 5 azioni per avviare un Green New Deal atto allo sviluppo di tutte le rinnovabili e in modo particolare il fotovoltaico:

  1. Lo sblocco delle autorizzazioni per impianti rinnovabili
  2. Dare avvio alle comunità energetiche con la possibilità di produrre e consumare collettivamente l’energia
  3. Attivare misure atte a favorire la diminuzione del costo degli impianti per il cliente finalecompatibili con la salvaguardia del lavoro artigiano
  4. Prezzi dinamici e par condicio delle rinnovabili sui mercati dell’energia per rendere possibili PPA a lungo termine e investimenti in stoccaggi
  5. Tutela degli investimenti già effettuati nell’attuazione della nuova disciplina sui controlli del GSE

Un ulteriore slancio al settore e una soluzione per raggiungere i 30 GW fotovoltaici al 2030 del PNIEC – che dovrebbero essere aumentati e portata ad almeno 50 GW – è, per ITALIA SOLARE, destinare parte dei terreni circostanti i centri abitati e i distretti industriali/artigianali ad un uso fotovoltaico, divenendo parte integrante dei nuovi piani urbanistici.

Gli impianti fotovoltaici in media tensione installati in questi terreni dovrebbero seguire procedure di screening che vincolino con procedura di silenzio e assenso in 60 giorni all’esonero da valutazione di impatto ambientale in mancanza di circostanze particolari ostative e motivate, eccezionali e circostanziate.

Samandel, è da anni associata ad Italia Solare che si propone quale riferimento nazionale e internazionale per lo sviluppo sostenibile e l’indipendenza energetica basata sull’utilizzo di fonti energetiche pulite con particolare riferimento al solare fotovoltaico.